Una scelta irreversibile

 

È questo il momento, più grave, è il momento delle scelte. Dobbiamo compiere una scelta, è una scelta irreversibile, non potrà mai più essere cambiata non potremo tornare indietro, siamo a un crocevia dobbiamo scegliere la via, ma quando l’abbiamo scelta, la dovremo percorrere, non potremo tornare indietro. C’è una scelta da operare, abbiamo visto quello che è successo in questi ultimi mesi, sono stati mesi terribili per la democrazia, per la libertà per la nostra individualità per il nostro orgoglio, per la nostra Nazione, per noi, per quelli che sono italiani veri. Sono stati mesi terribili, non avremmo mai pensato di perdere la libertà, di perdere la possibilità di lavorare, di doversi giustificare per compiere un giro attorno casa, non l’avremmo mai pensato ed è successo!

Siamo ancora storditi e non riusciamo forse a comprendere la gravità della situazione che ci impone una scelta. Non scegliere, sarà una scelta, ma sarà la scelta peggiore. Stare a guardare, non dire niente, subire in silenzio, abbassare la testa, saranno gli atteggiamenti che ci porteranno verso la rovina.

Vedete, questo tavolo non ha più niente, non ha più i modelli che ci ricordavano il passato, che ci ricordavano quando eravamo stati grandi. Non ci sono più quelle pietre miliari della nostra storia, non c'è più niente, perché questo è il momento della forza, non possiamo né guardare indietro, né fermarci, dobbiamo proiettarci al futuro, non possiamo più dire che c'è un signor nessuno che con degli artifici, ci impone delle leggi al di fuori della Costituzione. Sono al di fuori, è inutile che qualcuno si arrampichi sugli specchi per dire che sono costituzionali, che sono regolari.

Non sono regolari, l’ho spiegato. Questo paese non è in guerra, non c'è nessuno che ci ha invaso, ma c’è qualcuno che ha invaso le nostre menti, che tiene in mano le nostre coscienze, che ci ha ottenebrato, la paura. La paura. Spaventa un popolo, e il popolo sarà niente, sarà ubbidiente, sarà incapace di intendere e di volere. La paura è stata pompata, pompata in tutti i modi, in ogni momento, in ogni giorno, con i canali unici dominanti della televisione, con il giornale unico, continuamente. Sono andati a scoprire i nervi più deboli, quello della paura della morte, quello che ignoriamo, che c'è, ma lo lasciamo da una parte, perché sennò l’umanità finirebbe, pensate dall’origine dell'umanità, se avessero pensato solo: “Io posso morire, io devo morire” non ci sarebbe niente!

Guardate le città, le strade, le vie, i grattacieli, guardate quello che è stato in grado di fare l'umanità. Pensate se quei grandi uomini quelli che hanno progettato, pensate a Leonardo, Michelangelo, Dante, tutti grandi, ingegneri, architetti, anche medici, anche avvocati, tutti quelli che hanno creato, pensate se la mattina avessero cominciato la loro giornata dicendo: “Io potrei finire in Terapia intensiva, io potrei finire in una bara, io potrei finire sotto terra, io potrei morire stamattina!” Non avrebbero fatto niente, non ci saremmo noi, l’umanità si sarebbe estinta, è su questo che premono, è sulla paura atavica della morte, è su quello che premono, che insistono che danno sempre e quello ha paralizzato l’Italia!

Pensate alla libertà, pensate ai nostri avi, anche giovani di diciotto anni, che uscivano di casa per affrontare il nemico, che uscivano di casa per resistere, quelli non sapevano neanche se sarebbero arrivati a mezzogiorno, la mattina, ma a loro non importava, perché c’è qualcosa, qualcosa di più importante nella vita, che è realizzarla la vita, realizzarla, e si realizza tramite la libertà.

Solo la libertà ci può far vivere! Non serve a niente la salute, senza la libertà, perché la salute si estingue senza la libertà, dura poco, anche la persona più sana, se è prigioniera, se non può realizzarsi, se non può proiettarsi al futuro, anche la persona più sana, a poco a poco, va verso l’estinzione, e muore. Non c’è salute senza libertà. La mancanza di libertà, estingue la salute.

Noi non possiamo su queste tematiche esistenziali di massimo livello, non possiamo farci dettare l'agenda da un Presidente del Consiglio che non è stato eletto da nessuno. Nessuno lo ha eletto. In Italia, per anni e anni, i Presidenti del Consiglio, dal dopoguerra, dal 1946, dai tempi di De Gasperi, erano stati sempre parlamentari! L’importanza del Parlamento… adesso hanno voluto buttarlo via, hanno voluto dire…Questa banda di pagliacci, ha voluto dire: “Il Parlamento e il Senato sono posti dove la gente non va a fare niente!” Non è vero, è l’essenza della Nazione. Era l’essenza, prima che arrivassero loro. Il Parlamento, il Senato, sono la vita legislativa, sono loro, sono quelle Camere che ci rendono civili, che ci tolgono la preistoria, che rendono questo paese, un paese civile, senza le Camere, senza i parlamentari, veri, non dico quelli che arrivano lì, quelli che non hanno nessun reddito, quelli buttati lì, con un nuovo sistema, perché la rovina del Parlamento, sapete qual è stata? La lista bloccata!

Il fatto di dire: “Io prendo una lista, ci metto la mia fidanzata, la puttana, il lustrascarpe, ci metto tutti dentro, chiudo, poi, ho trenta parlamentari? Bene, qualsiasi persona ci metto, va bene!” Questa è stata la rovina del Parlamento, del Senato, queste sono state le rovine, perché prima, facevano sì che l’Italia fosse la culla del Diritto.

E allora in questo momento in cui il Parlamento viene svilito, in cui si è andato a cercare un Codice della Protezione Civile. Un paese, vive su un Codice della Protezione Civile, realizzato nel 2018, in cui c’è scritto che il capo della Protezione civile, in caso di calamità, in caso di inondazioni, di terremoti, di frane, può assumere delle decisioni che hanno il ruolo di Legge.

Su questo, è basato tutto, pensate. Codice della Protezione Civile realizzato, perché in una emergenza, in una frana, il capo della Protezione Civile, prende una decisione e quella decisione può essere assimilata a una legge, a condizione che naturalmente non vada contro la Costituzione. Da lì, sono stati inventati i Dpcm, Atti Amministrativi. Un atto Amministrativo monocratico che non è contestabile né dalla Corte Costituzionale, né dal Presidente della Repubblica. Non è un Decreto Legge, è un Dpcm. Ma allora uno pensa: “Be, un Dpcm, è qualcosa che non contiene delle normative di grande importanza.”

Sono delle normative di una importanza epocale, in un Dpcm c'è l'inibizione della Libertà, non possiamo più essere liberi, non possiamo più utilizzare la nostra auto, chiudono i negozi, chiudono i ristoranti, chiudono le imprese, i figli non vanno più a scuola, non si può andare neanche in chiesa, in un Dpcm, c’è tutto questo! Una violazione dei Diritti Umani.

Non possiamo più andare avanti in questo modo, dovete capire una cosa, io mi rivolgo agli italiani intelligenti, mi rivolgo a quel 30%. Quel 30% che ha votato contro quel Referendum. Il silenzio assenso che ci ha portato fino a questo punto, perché loro prendono un provvedimento molto grave e guardano alla reazione. Stanno zitti, uno ancora più grave. Stanno zitti, uno ancora più grave, e così via… Questo silenzio, è una scelta. È la scelta più grave. È la scelta più importante il fatto del silenzio. Dovete sapere che se state zitti, optate per la scelta più importante, la scelta decisiva che è quella di buttare nel baratro questo paese. Mi sarebbe piaciuto molto quando parlava il Presidente del Consiglio invece di sentire gente che annuiva, mi sarebbe piaciuto, perché avrebbe rivelato che questo paese aveva un popolo eccezionale, un grande popolo. Sentire quel brusio, un brusio che diventa vociare, che diventa urlo, che diventa protesta. La gente proiettata fuori dei portoni che protesta. Questo è il popolo vero. Questo doveva fare, e non ha fatto.

A questo punto scegliamo, non possiamo più andare avanti in questo modo. Questo Dpcm che stanno realizzando, sarà un Dpcm che porterà il paese alla rovina, al tramonto. Guardate quello che è successo alla Grecia. Nessuno si salverà, anche quelli al reddito fisso, anche quelli che hanno lo stipendio, il reddito di cittadinanza, la pensione, non si salveranno, perché i soldi non è che crescono sugli alberi, non si creano da soli, vengono creati con le tasse delle partite IVA e allora, pensateci tutti, prima di accettare tutto questo.

Motore Italia, date il 30% a Motore Italia. Guardate la storia dei partiti di Maggioranza Relativa dal 1946 ad oggi, e capirete, perché vi chiedo il 30%. Il 30% per vivere, il 30% per progettare, il 30% per sbaragliare, per fare in modo che quelli che verranno, non avranno mai da combattere, come stiamo combattendo noi in questo momento. Il 30% per riconquistare la nostra dignità di uomini. Avanti, motore Italia!

(06 ottobre 2020)

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